La Prima di Massimiliano

Sempre presente nelle classifiche di trofei e selettive, Massimiliano Fragata finalmente ha conquistato, per la priva volta, il titolo di campione provinciale di Nuoro. Un successo che evidenzia le sue grandi doti tecniche, viste le difficoltà che propongono gli spot dell’est. 

La Prima di Massimiliano
Con la coppa: Daniela Mameli, Massimiliano Fragata e Simone Lai. Ai lati: Giuseppe Deiana e Francesco Dessena.

È la prima volta che mi trovo a raccontare di un altro provinciale che non sia il mio, ma qualche mese fa ho avuto il piacere di conoscere e frequentare Simone Lai, appartenente al neonato Fishing Team Sardegna. Con lui ho avuto modo di chiacchierare e conoscere un nuovo teatro di azione, fatto di spot che ai più spaventano e intimoriscono per la “rinomata” sterilità dei campi gara. Vi voglio raccontare del provinciale di Nuoro. Direttore d’orchestra di questa sezione, l’oramai storico Domenico Milillo coadiuvato dal responsabile del settore mare Arcadio Ticca del team Oltre Mare. Dieci le squadre iscritte al campionato di surfcasting: Fishing Team Sardegna, La Caletta, Lanusei, Ma Come Peschi, Nautilus Club, Oltre Mare, Onda Blu Orani, Orosei, Shardana Surfcasting e Ventu e Mare; ben 82 i loro rappresentanti che hanno disputato almeno una manche nella stagione 2024. Prima di iniziare a parlarvi delle quattro manche e dei famigerati spot, vi voglio descrivere due punti del loro regolamento particolare che mi hanno colpito. Il punto G recita: “Il pescato deve essere conservato in un contenitore con acqua munito di ossigenatore funzionante fino alla misurazione e relativo rilascio. È obbligatorio tagliare il finale anche se la preda è allamata sul labbro. Lasciare minimo 5 cm di lenza, 20 cm in caso di tracine, per facilitare il recupero dal secchio al momento della misurazione”. E poi si legge al punto U: “Ogni cattura deve essere segnalata immediatamente all’ispettore di sponda o al concorrente più vicino con l’uso del fischietto (obbligatorio)”. Mi ha incuriosito l’uso del fischietto per segnalare le catture; un modo inconfutabile e a prova di “finto sordo” che, apparentemente, risolve una questione molto discussa: la famigerata chiamata del pesce. Inoltre, mi ha veramente colpito l’obbligo di tagliare la lenza lasciando almeno 5 cm. Se da un lato so già che in molti urleranno allo scandalo, per il tempo perso nel legare ami su ami per ogni singolo pesce (come se il regolamento non fosse per tutti uguale), dall’altro penso che sia un bel modo, ai tempi del catch and release, per evitare l’odioso e aberrante (non posso scrivere cosa penso veramente) “strappo del bracciolo”.

Simone Lai con un'orata di una manche del campionato.

Passiamo ora ai campi gara: Sa Marina, La Caletta, Marina di Orosei, Budoni e Posada. Doppia faccia di lettura per queste spiagge che, affrontate nelle giuste condizioni, con vento prevalente da grecale, possono regalare grandi gioie. Ma elargiscono altrettanti “cappotti” durante le gare, molto spesso disputate in condizioni di mare calmo e settori che spesso si conquistano con una o due prede. Ma c’è da dire che quando gira poco pesce conta molo l’esperienza. Mi spiego. Ogni singolo partecipante deve affinare la propria tecnica, utilizzando lenze finissime e apparati ultra light, per una ricerca minuziosa di ogni singola cattura, migliorando così più il proprio tasso tecnico. La conformazione di questi arenili è molto simile, con un digrado veloce già nei primi metri che crea quasi sempre un buon canale nel sotto riva. Tolto qualche settore, con presenza di scogli e banchi di posidonia, per lo più, si ha una distesa di sabbia che molte volte è sterile, specialmente in condizioni di mare “forza olio”. Da segnalare la particolarità del campo gara di Marina di Orosei che ha nei picchetti vicino alla foce del Cedrino quelli quasi sempre vincenti. Qui chi ha la fortuna di essere sorteggiato ha ottime possibilità di divertirsi. Le specie da insidiare, come quasi in tutti gli spot sardi, sono le più comuni della pesca dalla spiaggia: mormore, lecce stella, oratelle e qualche occhiata. In condizioni di mare mosso si segnalano anche delle belle spigole, come quella catturata da Efisio Sabiu, nella seconda manche del campionato regionale a coppia.

Lo squadrone del Gspd Lanusei con Massimiliano Fragata e Gabriella Brindisi che stringono la coppa.

Altre prede che possono fare la differenza e smuovere la classifica sono le tracine e i pesci lucertola, allamati nelle ore diurne con calamenti ultra leggeri. Una ricerca che diventa una vera e propria arma da migliorare e sviluppare se si vuole emergere. Qui la lotta è veramente serrata e un sorteggio negativo può regalarti le fatidiche 10 penalità a prescindere dalle abilità dell’atleta. E veniamo alla gara. A spuntarla su tutti, nell’ultima stagione, un nome storico in questo ambiente. Tante volte ci è andato vicino, salendo sul podio come secondo o terzo assoluto. Ma finalmente, con 4 penalità totali, a trionfare è stato Massimiliano Fragata del Lanusei. Un successo inseguito per lungo tempo e quindi meritatissimo. Con lui sul podio due atleti dell’esordiente Fishing Team Sardegna: Simone Lai, al rientro nel mondo dell’agonismo con una prova maiuscola e Daniela Mameli che dopo una prima manche negativa (settima) ha compiuto una grande rimonta. Il Fishing Team Sardegna, capitanato da Salvatore Carroni, sbaraglia tutti aggiudicandosi il titolo societario e conquistando il pass per l’Eccellenza 2025. Seguono a ruota il Shardana Surfcasting e Lanusei. Siamo arrivati ai titoli di coda, pertanto, visto che ci troviamo ad inizio anno, non posso far altro che augurare a voi e a tutte le altre provincie un buon inizio di stagione.